di Cristina Veronese
La donna che ha appena traslocato la si riconosce subito. Sguardo perso nel vuoto, non cammina si trascina e profuma di Voltaren. Abbigliamento stravagante non per egocentrismo, è quello che ha trovato nei primi pacchi aperti: camicia invernale anche se è ancora estate, pantaloni di una taglia in più perché solo nell’ultima settimana ha perso 2 chili, abbinamenti di tonalità inauditi e scarpe bellissime trovate con stupore in una scatola dimenticata in fondo ad un ripiano, dopo 200 metri il male ai piedi le ricorda perché sono così nuove. Perizoma san Valentino anni 90, l’unico intimo che ha trovato nell’immediato, la disabitudine all’indumento le dona un’andatura particolare. E poi i retroscena: prima del trasloco trovava ovunque saponette profumate e prodotti per la pulizia. Alla prima doccia vada per lo shampoo, i piatti con l’esfoliante, al posto della carta igienica fazzoletti di carta e così via. Versatilità la parola d’ordine. La donna si reca a compiere il primo acquisto importante per la casa: lo spazzolone per il bagno. Rincasata ricomincia come un automa il disimballaggio. I primi scatoloni sono stati preparati con cura e descrizione dettagliata del loro contenuto; gli ultimi, preparati alle 5 del mattino, si notano subito per l’eterogeneità di ciò che vi si trova all’interno e la devozione nell’imballaggio. Le scritte, se ci sono, sono sicuramente rivolte verso il muro e i cartoni con scritto a caratteri cubitali FRAGILE su ogni lato, quasi tutti sotto i libri. La donna si nutre fuori casa da giorni. È riluttante a fare la spesa. Il frigo nuovo è vuoto, in quello precedente ha trovato reperti risalenti al debutto di Lady Gaga. La lavatrice non funziona e santo internet non è ancora apparso in casa. Che bello traslocare e che bello il dopo trasloco!
P.S. La donna tweetta, posta, trasferisce file pesanti, costruisce siti, amministra pagine eppure non riesce a regolare l’orologio del nuovo microonde che continua a lampeggiare 😉