Scrivere è libertà?

Monica Vitti ha dichiarato che si è sentita veramente libera quando ha scritto il suo primo libro. Per me lo è stato già da prima, quando ho cominciato a scrivere. Sin dai tempi del liceo; quando i titoli dei temi me ne davano l’occasione: lo spazio dell’aula diventava immenso, il tempo si fermava ed ero felice. Ho fatto una pausa, lunga un ventennio e ho osservato gli altri scrivere; anche la lettura è una forma di libertà: si sceglie cosa leggere, quando e dove farlo.

Qualche anno fa ho ripreso ad essere libera: post, articoli, racconti ed infine non il mio traguardo ma il mio punto di partenza: la pubblicazione di un romanzo. Eppure, citando Dino Buzzati: “Lo scrivere è una delle più ridicole e patetiche nostre illusioni. Crediamo di fare cosa importante tracciando delle contorte linee nere sopra la carta bianca. Comunque, questo è il tuo mestiere, che non ti sei scelto tu ma ti è venuto dalla sorte, solo questa è la porta da cui, se mai, potrai trovare scampo. Scrivi, scrivi. Alla fine, fra tonnellate di carta da buttare via, una riga si potrà salvare. Forse.”

Spero di salvare, prima o poi, quella riga. Nel frattempo continuo a scrivere, anche in questo momento e mi sento libera.

Cristina

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