Intervista di Cristina Veronese per MonteCarlo in
Pubblicata sul numero 52 nel 2017

Monaco, 25 ottobre 2017. Gente elegante, luci, liste invitati, biglietti. Dante Alighieri mi osserva dalla locandina affissa all’entrata del théâtre de Variétés. Sono ora in ascensore, mi stanno accompagnando nel camerino di Alessandro Preziosi, sono agitata. Apre lui: mi presento. Non so come, non me lo ricordo, ma sono dentro. Un pò troppo emozionata, glielo confesso, lui mi rassicura. Ci sediamo uno di fronte all’altra. Specchi, ampolle luminescenti e lui. Vederlo in televisione fa un certo effetto, osservarlo a qualche centimetro è annebbiante, infatti dimentico del tutto che devo aspettare la mia direttrice ed il fotografo. La prima cosa che noto in camerino è il mucchietto di medicine, ha mal di gola e mi chiede di fare l’intervista sottovoce per risparmiarla. Tra qualche minuto andrà in scena, io non lo so ancora, lo scoprirò tra poco: quella voce gli servirà tutta, tutta. Accetto e sono felice di quell’atmosfera ambiance che s’instaura: la sua voce profonda e in sottofondo i virtuosismi di Daniele Bonaviri che sta provando sul palco. Avvicino lo smartphone a lui, la mia voce squillante non ne ha bisogno, lui approva sorridendo ed io… faccio partire la registrazione.
Esordisco con questa frase: “Io sono una fantasiosa…” mi sento in dovere di prevenirlo, ho impostato infatti l’intervista partendo da frasi famose di Totò e associando ad ognuna una domanda, mi sembra incuriosito, sorride. Ci accordiamo per darci del “tu”. Si parte.
L’attore non ha account sui social, cosa rarissima nel mondo dello spettacolo, quindi esordisco con questa citazione:
“Sono un tipo virtualmente virtuale.” (Totò cerca moglie, 1950)
CV Il tuo non virtuale…
AP Considero essere virtuosi l’essere dotati di una apparente tangibilità ed essere virtuali vuol dire questo, vuol dire dare la sensazione di poter essere accessibili e invece non esserlo, come tutti i personaggi che io faccio, apparentemente sono accessibili ma mantengono un mistero di tangibilità che li rende epici… poetici.
“Oggi per fare colpo bisogna essere eccentrici e futili.” (L’imperatore di Capri, 1949)
CV Un concetto molto attuale. Quanto occorre essere profondi per distinguersi dalla superficialità, soprattutto quando l’aspetto estetico è molto presente?
AP Bisogna indicare non solo la propria posizione… ma la profondità della propria posizione.
“C’era un attore che aveva 100 paia di scarpe: tante gliene avevano tirate.”
(L’imperatore di Capri, 1949)
CV Ci sono stati insuccessi nella tua carriera?
(Silenzio, ci deve pensare.)
AP Pubblici no, privati sì. Dal mio punto di vista: alcuni lavori che ho fatto non mi sono per niente piaciuti. Era per la maggior parte colpa mia, ero stato frettoloso nello sceglierli.
“Questa è la civiltà: hai tutto quello che vuoi quando non ti serve.” (Totòtarzan, 1950)
CV Cos’è veramente necessario oggi per essere felici?
AP Approfittare di quei momentini di felicità e ricordarli molto frequentemente.
(Non riesco a trattenermi e gli dico: “Io li scrivo.”)
“Il coraggio ce l’ho. È la paura che mi frega.” (Figaro qua, Figaro là, 1950)
(Ride, è divertito, mi ricorda che questa frase è stata ripresa da Antonio Albanese.)
CV Di cosa ha paura Alessandro?
AP Di non innamorarmi (pausa) più.
(E a questo punto comincio a sentire un sottile profumo di romanticismo.)
“Qualche volta sono stato usato, ma non si vede.” (Un turco napoletano, 1953)
CV Ti sei mai sentito usato nel lavoro?
AP Eh! Più nel lavoro, nella vita succede, perché uno lo accetta, per carattere.
“Evado di giorno perché non mi va di essere un evaso di notte.” (Un turco napoletano, 1953)
(Ride)
CV La televisione è evasione?
AP Intrattenimento.
CV Quanto è positivo e quanto negativo portare in TV i fatti di camorra?
AP Credo che raccontare la distorsione della legittimazione del male sia un compito importante e civile della televisione; raccontare semplicemente il male può essere molto rischioso.
CV Un aneddoto inedito di Sotto Copertura 2 o un retroscena per i lettori di MonteCarlo in…
AP Posso dire di avere girato 22 giorni, notte e giorno in quel bunker, consecutivamente. È stato difficile, si dormiva poco.
(Si guarda allo specchio e si tocca i capelli; anch’io ne approfitto per guardarmi, sono masochista e voglio vedere in che stato sono: guance in fiamma, messa in piega andata, ma… sguardo radioso.)
In quanto lettrice e scrittrice voglio sapere cosa legge e rapita dal suo tono di voce, dalle sue pause e dai suoi occhi azzurri… anch’io sussurro con calma l’ultima domanda, la pronuncio come fosse la mia ultima battuta sul palco.
CV Quali scrittori hai amato?
AP Più di tutti in età matura: Sándor Márai. Quando non capivo bene il valore della letteratura: Pessoa. Entrambi sono due amori… immensi, di età diverse.
CV Autori italiani?
AP Amo molto Ruggero Cappuccio ed Enzo Moscato.
L’intervista è finita. Ora inizia lo spettacolo. Esco dal suo camerino, salgo le scale velocemente e parlo col mio telefono, lo supplico di aver registrato tutto e spero tanto che si sia sentita la sua voce… Tutto a posto. Ho una nuova suoneria: la voce di Alessandro Preziosi che legge il titolo del mio romanzo perché non potevo non lasciargli almeno la prima pagina di È infinita, lo sento. Chissà se l’ha letta…