1-Relazioni vaganti in rete
“Le ho mai raccontato del vento del Nord” di Daniel Glattauer

Riflessioni personali.
Esistono innumerevoli recensioni di questo libro. Quindi evito di ripetere ovvietà su trama e personaggi di quest’opera che è diventato un cult sulle relazioni virtuali.
La lettura delle email, che i protagonisti si scambiano, e che costituiscono, da sole, l’intero libro, ha sprigionato, in me, intense riflessioni.
L’opera è impregnata, dall’inizio alla fine, della mia ossessione: il potere delle parole.
La relazione tra Emmi e Leo nasce, si sviluppa e muore attraverso la scrittura. Linguistica, filologia e psicologia s’incastrano in un ingranaggio che a volte i protagonisti ingrippano per il gusto di rimetterlo in funzione subito dopo.
«LA DIMENSIONE È PURAMENTE VIRTUALE: COME PUÒ NASCERE UNA RELAZIONE TRA DUE PERSONE CHE NON SI SONO MAI VISTE, ANNUSATE, SFIORATE?»
a. Potrebbe esser una forma di amore puro e assoluto, asessuato?
b. Potrebbe esser l’incapacità di amare nella realtà?
c. Potrebbe esser una necessità di fuga dalla quotidianità?
d. Potrebbe esser la forma di un egoismo, talmente forte, da tentare di creare l’amante perfetto, con l’immaginazione, attraverso la scrittura?
Un anno di parole al centro dell’impalpabile, del non visibile, del silenzio. Una vocale che cambia l’inizio ed anche il finale della storia. Sempre presente: il potere delle parole… Una donna ed un uomo che non si sono mai visti, né incontrati, che si danno del “lei”, ma che si conoscono meglio di chiunque altro, reale, che hanno, invece, accanto. Decideranno di ascoltarsi e d’incontrarsi: ma come? E lo faranno veramente?
Il libro è stato scritto nel 2006: undici anni fa. C’è una sostanziale differenza tecnologica avvenuta nel frattempo: le email, utilizzate dai protagonisti, consentono una lettura e una scrittura ragionate. Le chat odierne non permettono questa riflessione. I messaggi sono immediati, impulsivi e quindi maggiormente soggetti ad equivoci e fraintendimenti. La dimensione invece, se non si decide di uscirne, resta sempre la stessa: quella virtuale. Reale o virtuale: è misterioso come due anime si cerchino ed abbiano desiderio l’una dell’altra solo attraverso le parole. Il fatto di non conoscersi realmente fornisce, alla relazione, un connotato fortemente intellettuale, anche se a volte traspare un desiderio fisico che sembra esser ancor più impellente che nella vita reale. Il fantasticare su come potrebbe essere, per Emmi, è talmente intrigante e sublime; da voler negare prima e rimandare, in seguito, il possibile incontro con Leo, seppur lo desideri, irrazionalmente, anche lei, forse più di lui.
Troppe domande nel mio post? Ecco l’ultima.
« UNA RELAZIONE VIRTUALE È IL TENTATIVO DI NON SPORCARE L’IMMAGINAZIONE CON LA REALTÀ O PIÙ SEMPLICEMENTE, LA PAURA DI SOFFRIRE, ANCORA, DAVVERO?»