di Cristina Veronese

Un cielo artificiale, i tasti vibrano sotto i polpastrelli, sempre più velocemente. Domanda e risposta e ancora domanda. Tutto e subito, informazioni richieste e svelate. Sarà tutto vero? Forse no, anzi quasi sicuramente no. Immagini truccate, dettagli intriganti. Sensazioni immaginate. Voglia di lei senza averla mai toccata. Accendere un desiderio con la tastiera, scaldare un cuore con le parole, far sognare e a volte riescire persino a sfiorare la felicità. Una foto su cui fantasticare e poi l’attesa. All’inizio ore notturne che passano veloci, poi i messaggi mattutini, poi quelli notturni sempre più intimi e poi comincia la discesa, la tattica. Risposte sempre più lente sino alla negligenza.
Emozioni da scaricare dal web quando lui si sente solo, anche se solo non è.
Sentimenti da salvare su un cuore da formattare, perché sola lei lo è ancora.
Continua il mio viaggio virtuale nelle camere segrete delle chat. Storie di sensazioni consumate in fretta, illusioni, delusioni e raramente anche di amore.